Il Governo di Israele a Gadi Eisenkot: la decisione del presidente Herzog e l’ultimo appello del Premier Netanyahu.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha annunciato la propria intenzione di affidare a Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar, il compito di formare il nuovo governo. Il capo dello Stato ha invitato il politico alla residenza presidenziale, dove domenica 8 novembre, alle 17 ora locale (le 16 in Italia), gli conferirà ufficialmente l’incarico. La cerimonia si svolgerà nella stessa sede e sarà trasmessa in diretta.

Israele: governo affidato a Eisenkot
Eisenkot ha accolto l’annuncio sottolineando la necessità di superare le divisioni politiche per dare vita a un nuovo esecutivo. “È giunto il momento di formare un governo di emergenza nazionale. Farò di tutto per dimostrare che ne siamo all’altezza”, ha dichiarato.
La scelta di Herzog arriva al termine delle consultazioni con le forze politiche rappresentate alla Knesset. Nel corso degli incontri, i partiti che esprimono complessivamente 67 deputati hanno indicato Eisenkot come candidato a cui affidare la formazione del governo. Altri schieramenti, che rappresentano 46 parlamentari, hanno invece sostenuto la candidatura del primo ministro uscente Benjamin Netanyahu, leader del Likud. Sette membri della Knesset non hanno espresso una preferenza per nessuno dei due candidati.
L’appello di Netanyahu
Nel frattempo, Netanyahu ha rilanciato la proposta di un governo di unità nazionale, rivolgendosi ai partiti del cosiddetto blocco del cambiamento. L’invito è quello di costruire una maggioranza insieme alle forze che hanno sostenuto la sua precedente coalizione. Il premier uscente ha però posto condizioni precise sulla composizione dell’eventuale esecutivo.
Secondo la sua proposta, dovrebbero partecipare tutti gli alleati dell’attuale maggioranza: il Likud, le formazioni ultranazionaliste Sionismo Religioso e Otzma Yehudit e i partiti ultraortodossi.
Netanyahu ha inoltre criticato apertamente l’ipotesi di un governo sostenuto dalle forze politiche arabe, definendole “sostenitori del terrorismo” e sostenendo che una simile soluzione porterebbe alla distruzione del Paese.
Con l’incarico ormai destinato a Eisenkot, si apre una nuova fase delle trattative per la formazione dell’esecutivo israeliano. La composizione della maggioranza e la possibilità di raggiungere un accordo tra schieramenti differenti saranno i nodi centrali da affrontare.